L’Italia è sempre più Silver: 173 anziani ogni 100 giovani e nei prossimi 20 anni questo rapporto è destinato a salire. La quota di persone over 65 supererà il 29% (con un aumento di quasi 8 punti percentuali rispetto al 2016) e quella degli over 85 sarà oltre il 5%. Questa è la fotografia scattata dall’Istat in occasione di una sua recente indagine.

Secondo lo studio dell’Osservatorio Censis-Tendercapital su “La Silver Economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19”, la pandemia avrebbe creato una frattura tra le generazioni: da una parte gli over 65, i più colpiti dal Covid-19, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani, spesso disegnati come “gli untori”, gli asintomatici della movida che metterebbero a rischio le vite di genitori e nonni.

Anziani ancora protagonisti: il 32,8% è ottimista sul proprio futuro
Dal Rapporto emerge la conferma che i longevi sono il motore della vita collettiva, soggetto attivo ed economicamente forte della silver economy, vale a dire di redditi, patrimoni, consumi, stili di vita e valori. Oggi, nella fase post-Covid-19, gli anziani guardano al proprio futuro e a quello della propria famiglia con meno pessimismo e più fiducia degli altri: il 32,8% si dice ottimista, contro il 10,4% dei millennial e il 18,1% degli adulti. Analogamente, i longevi sono anche i più positivi sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9%), mentre crolla in questo caso la fiducia dei millennial (4,9%).

Frattura intergenerazionale nel post Covid-19 tra over 65 e giovani
La pandemia ha creato anche una spaccatura intergenerazionale: da una parte gli over 65, mediamente in buona salute, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani. Un nuovo rancore sociale, alimentato e legittimato da una inedita voglia di preferenza generazionale nell’accesso alle risorse e ai servizi pubblici, legata alla visione del longevo come privilegiato dissipatore di risorse pubbliche. Ben 5 giovani su 10 in emergenza vogliono penalizzare gli anziani nell’accesso alle cure e nella competizione sulle risorse pubbliche. Più precisamente, il 49,3% dei millennial (il 39,2% nel totale della popolazione) ritiene che nell’emergenza sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani; inoltre il 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) è convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, dalle pensioni alla salute, a danno dei giovani.

La popolazione “silver”, proprio quella più colpita dalla pandemia, potrebbe essere la chiave di volta per uscire dalla crisi economica e sociale che ne è scaturita, grazie all’elevata capacità di spesa, alla predisposizione a integrare il welfare familiare in funzione sussidiaria, laddove lo Stato e i servizi non arrivano o non sono sufficienti», dichiara Rossano Bartoli portavoce di Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro.

Fonte: Osservatorio Censis-Tendercapital

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